— Hai udito?

— Sì, beg[3].

— Che sia stato Hossein a far fuoco?

— È il suo archibugio che ha sparato, padrone, — rispose Tabriz. — Distinguerei quel colpo fra mille.

— Su chi avrà fatto fuoco? — chiese il vecchio con ansietà.

— Non inquietarti, beg; tuo nipote è l'uomo più coraggioso che esista in tutta la steppa ed io dormirei tranquillo, anche se lo sapessi insidiato da venti uomini.

— Prima di partire egli mi ha parlato delle Aquile della steppa e tu sai, che quando sbucano dai deserti dell'Aral, non sono mai in poche. —

Il gigante alzò le spalle.

— Hossein, se ne ride di costoro. E poi chi non conosce nella steppa Giah Agha? Chi oserebbe assalire i suoi nipoti? Sanno bene quei banditi che quantunque tu sia vecchio, hai ancora la mano lesta e che la tua tribù conta guerrieri valorosi.

Forse che l'anno scorso non hai fatto acciecare dieci barbe bianche[4], che avevano guidato una partita di Aquile contro una tua carovana? La lezione sarà bastata, padrone.