Le sei scialuppe continuavano ad avanzare, ma i cormorani, appena toccata l'acqua, s'affrettavano a ritornare a bordo rifiutandosi assolutamente di ritornare.
Una certa agitazione si era manifestata fra i pescatori.
Osservavano l'acqua, fiutavano l'aria e non osavano più avanzare.
Ad un tratto un altissimo grido s'alzò fra l'equipaggio della prima scialuppa.
— Fuggite!... La nafta. —
Quasi nell'istesso tempo, l'acqua s'infiammava intorno alle imbarcazioni, rompendo furiosamente le tenebre che gravitavano sul fiume.
CAPITOLO IX.
Fra l'acqua e il petrolio.
Tutta la regione che si estende fra le rive del mar Caspio e quelle dell'Aral, altro non è che un immenso serbatoio di nafta, un serbatoio inesauribile che darà un giorno miliardi e miliardi a chi saprà sfruttarlo.
Da secoli gli abitanti di quei paesi avevano già notato fenomeni straordinari, ma per loro assolutamente inesplicabili, come l'apparizione improvvisa di vampe, uscenti da rocce e da crepacci trasudanti una materia che altro non era che nafta.
Sembra che dei bacini immensi si estendano su una superficie pure immensa e anche a non molta profondità, come lo hanno dimostrato i pozzi scavati in questi ultimi anni, specialmente nei dintorni del mar Nero.