Un terribile sorriso comparve sulle labbra del fiero beg.
— Eccolo! — mormorò.
Il cavallo si era fermato dinanzi alla vasta tenda ed un giovane, vestito tutto di seta bianca, ricamata in oro, con bottoni di turchese, era entrato, dicendo:
— Buona sera, padre. —
Era Abei.
Giah-Aghà piegò appena il capo e staccando dalle labbra il bocchino, chiese quasi con noncuranza:
— Come sta Talmà?
— Piange sempre, padre, — rispose il giovane, con voce irata. — Pare che non sia capace di dimenticare quel povero Hossein.
— Forse dubiterà che sia morto, — disse il beg, con sottile ironia.
— L'ho veduto io a cadere sotto il piombo dei moscoviti, insieme con Tabriz. Che cosa spera ancora?