— Giungi a tempo, mio valoroso Hossein, — disse la fanciulla, la cui voce tremava. — E tuo zio? E Abei? Sei giunto colla tua scorta?

— Solo con Tabriz, ma non temere, mia dolce Talmà. Fra un'ora o due i miei uomini saranno qui e faremo un macello delle Aquile della steppa.

È tutta asserragliata la casa?

— Tutte le porte sono barricate.

— Di quanti uomini disponi?

— Di nove: uno l'ho mandato a te. L'hai veduto?

— Sì, ed è anche morto. Vieni via di qui: le palle fioccano da tutte le parti. Occupiamoci della difesa.

— Hossein, non esporti ai loro fucili! — gridò Talmà, vedendo che stava per precipitarsi verso il parapetto della galleria.

— Non temo — rispose il giovane, liberandosi con dolce violenza dalle braccia di Talmà.

— Rifugiati nella tua stanza: non corriamo alcun pericolo per ora. —