— Siamo dunque quasi compatriotti. Voi non potete immaginare, quale immensa emozione mi ha cagionato questo incontro.

Oramai mi ero già rassegnato a non veder più mai un uomo della mia razza, nè alcun volto di europeo.

— Sono molti anni che vi trovate qui?

— Dal 1516.

— Con chi siete giunto?

— Colla spedizione spagnuola comandata da Amerigo Vespucci, il fiorentino, da Giovanni di Pinzon e da Diaz Solis. Facevo parte dell’equipaggio di quest’ultimo.

— Che cosa sia accaduto di quella spedizione organizzata dall’audace fiorentino lo si sa, ma quello che si è sempre ignorato è la sorte toccata a Solis.

— È stato massacrato dagli indiani Charruà. Ah! Che istoria dolorosa, signore.

— E voi siete sfuggito alla strage? — chiese Alvaro.

— Il solo.