— Che cosa vuole il capo? — chiese Alvaro.
— Egli si lamenta che i due pyaie non proteggono, come dovrebbero, la tribù, — rispose il ragazzo. — E mi dice di avvertirvi che se non ucciderete quel terribile serpente, vi mangerà.
— Diavolo! — esclamò Alvaro, un po’ impressionato. — Che la carne bianca lo tenti? Già non mi tenevo molto sicuro anche colla carica impostaci.
Di che cosa si tratta dunque?
— D’un terribile serpente che ha già divorato cinque guerrieri della tribù, — rispose il ragazzo.
— E che cosa si vorrebbe da noi?
— Di fare degli scongiuri onde il rettile ritorni nella savana da cui è uscito o che lo uccidiate.
— Una cosa molto facile a farsi, — rispose Alvaro. — Gli è che ci mancano i nostri amuleti.
— Quali? — chiese il ragazzo, dopo d’aver scambiato alcune parole col capo.
— Quando ci hanno fatti prigionieri noi avevamo degli amuleti possenti che gli Eimuri non ci hanno più restituiti.