E si noti che il matè contiene meno olio essenziale del the, sia nero che verde, cosicchè anche abusandone non può riuscire nocivo; che possiede maggior quantità di resine e che è più diuretico del caffè che fornisce una bevanda aromatica di gusto piacevole, che calma la sete e che inganna la fame sostenendo le forze dell’uomo anche per parecchi giorni.

— Ne avremo per parecchie settimane, — disse il marinaio di Solis, che si mostrava contentissimo di quella raccolta. — Non speravo di trovare su questo isolotto delle piante così preziose.

Ah! se si potesse trovare anche del tabacco! È parecchio tempo che io non ne fumo.

— Che cos’è? — chiese Alvaro.

— Già, mi dimenticavo che in Europa non lo si conosce ancora.

— Quando torneremo fra i Tupinambi ve lo farò provare e ci prenderete gusto ad aspirare il fumo aromatico di quelle foglie.

Signor Viana, le pentole sono già raffreddate e altro non chiedono che di essere riempite d’acqua.

— Coi tatù insieme, — rispose il mozzo.

— Gettali dentro dunque, — disse Alvaro. — Un sorso di brodo farà bene a Diaz.

— Ed il matè mi rinforzerà meglio, — disse Diaz. — Ah! occorre una cuia. Ne avete veduto nella vostra escursione.