Dove sono i barili?
— Nella cabina del pilota. Ma che cosa volete fare signore?
— Che ci siano delle miccie a bordo? — chiese invece Alvaro.
— Un gherlino ben incatramato può sostituirle.
— Sei intelligente, ragazzo mio, — disse il giovane sorridendo.
Scese nel quadro e s’introdusse nella cabina del pilota, un bugigattolo ingombro di casse, di barili e di attrezzi d’ogni specie.
Non gli riuscì difficile a scoprire le munizioni che erano chiuse entro quattro barilotti cerchiati di ferro e coperti da velacci ancora umidi per preservarli da uno scoppio.
Alvaro ne prese uno, risalì sul ponte e si diresse verso il castello di prora che le onde avevano risparmiato, quantunque l’urto contro lo scoglio l’avesse sconquassato.
Anche là sotto vi erano casse e cassette appartenenti all’equipaggio, carratelli, ammassi di cordami e di catene e velacci sdrusciti.
— Ecco quanto mi occorre per preparare la mina, — disse Alvaro. — L’esplosione fracasserà la prora; a noi poco importa ora che questa caravella è diventata inservibile.