— Perchè ti sei fermato qui?
— Zoma, il padrone dei venti e delle acque, della terra e del sole, che insegnò ai figli rossi delle foreste a coltivare la mandioca, mi aveva suggerito di venir a trovare Rospo Enfiato onde mi aiutasse a salvare mio figlio. —
L’indiano si rizzò quanto era lungo e prese un atteggiamento fiero.
— Dunque Zoma mi reputa un grande guerriero? — chiese.
— Sì e te ne dà una prova mandandomi qui.
— La mia carne, il mio sangue e la mia gravatana appartengono al gran pyaie bianco, — disse l’indiano. — Che cosa devo fare?
— Guidarmi al villaggio dei Tupy ed aiutarmi a liberare mio figlio.
— Cururupebo è pronto a partire: egli è un grande guerriero e non ha paura di quei lupi maledetti.
— Prendi quello che ti può essere utile e partiamo. —
Mentre l’indiano entrava nella tettoia per staccare la sua amaca e prendere i suoi vasi, il marinaio che era lietissimo dell’esito di quel colloquio condusse Alvaro verso la riva, dicendo: