— Che abbondanza di belve! — disse Alvaro, vedendo due grosse ombre spingersi rapidamente verso una lingua di terra che si prolungava fino quasi in mezzo al fiume.
— Tutte le rive dei corsi d’acqua sono così popolate di carnivori, — rispose Diaz. — La grande foresta è poco frequentata dai tapiri, dalle scimmie, dai pecari e dai caspybara, le vittime ordinarie dei giaguari e dei coguari, essendo scarsa di stagni e di ruscelli.
— Silenzio gran pyaie, — disse in quel momento Rospo Enfiato, ritirando le pagaie.
— Che cosa c’è? — chiese il marinaio.
— Aldèe!....
— Dove?
— Lassù, verso quella punta.
— Dei Tupy?
— Certo, — rispose l’indiano.
— Potremo passarvi dinanzi senza destare l’attenzione degli abitanti? A quest’ora devono dormire come i sucuriù durante la stagione secca.