— Allora andiamo alla riva. —

Attraversarono il fiume approdando sulla riva destra e sbarcarono.

L’indiano legò la canoa al tronco d’un albero, servendosi d’una liana molto lunga, mise a terra le sue provviste, la sua amaca ed un paio di pentole, poi riempì d’acqua la scialuppa, facendola affondare in mezzo ad un gruppo di enormi foglie di victoria regia onde nessuno potesse scorgerla.

Stavano per salire la riva e coricarsi sotto i palmizi, quando l’indiano tese un braccio verso l’alto corso del fiume, dicendo al marinaio.

— Vede il gran pyaie?

Una forma allungata e nera si era staccata dalla penisoletta sulla quale sorgeva il villaggio e scendeva rapidamente il fiume.

— Una canoa, — disse Diaz.

— Vegliavano nei carbet, — rispose l’indiano. — Vengono ad assicurarsi se noi siamo sbarcati.

— Sì, ci avevano già scoperti.

Presto, nel bosco e marciamo con lena. —