— Signore, fuggiamo, — disse il mozzo.

— Possiamo abbatterli con una scarica.

— E le detonazioni? Potrebbero far accorrere altri selvaggi. È impossibile che quegli uomini siano soli.

— Battiamocela, — concluse Alvaro.

I cespugli di passiflora entro cui si erano nascosti, permettevano di sgattaiolare senza farsi scorgere.

Si caricarono dei due barilotti, assicurandoseli sulle spalle con delle sagole e smuovendo con precauzione le fronde si cacciarono nel folto della foresta.

Avevano percorsi una ventina di passi, quando udirono dietro di loro dei rami a spezzarsi, poi un sibilo leggiero e videro una freccia lunghissima piantarsi nel tronco d’un albero, all’altezza d’un uomo.

Alvaro si era subito voltato col fucile pronto e già imbracciato, deciso a vendere ben cara la vita ed a far fuoco, checchè dovesse succedere.

I due indiani erano comparsi improvvisamente fra le passiflore che i due naufraghi avevano appena lasciate, coi loro immensi archi tesi e le freccie incoccate.

Scorgendo quei due bianchi, che certo mai ne avevano veduti di simili fino allora, un grido di stupore era sfuggito dalle loro labbra.