— Adagio, mio caro: te la berrai discorrendo con me.
— Che cosa vuoi?
— Ricordarti un'altra volta, innanzi tutto, che io ti ho salvata la vita.
— Non l'ho mai dimenticato, — rispose Karalit.
— E che io non ho avuto da te mai nessuna ricompensa.
— Allora ero un povero pescatore, padrone d'un kaiak sdruscito e d'una sola fiocina.
— Ma oggi sei capo tribù.
— È vero: domanda quindi quello che vuoi. Delle foche? Delle morse? Dei cani? Delle slitte?
— Niente affatto, poichè noi abbiamo abbondanza di viveri ed una macchina creata dal genio del male, che sfida tutti i tuoi cani.
— Ed allora? — chiese l'esquimese, imbarazzato. — Le mie fiocine ed il mio arco?