Sfondati i fanoni, dodici o quattordici uomini penetrarono nella bocca e si misero subito all'opera, mentre altri cominciavano a piantare le loro pale nei fianchi del gigante, segnando le striscie di lardo che più tardi dovevano venire levate e trasportate, sulle slitte, al villaggio.

— Ecco i viveri assicurati per tutto l'inverno, — disse il canadese a Walter. — Questi uomini fortunati potranno attendere senza timore le grandi nevicate, senza porre la punta dei loro nasi fuori dalle capanne.

— Quanto olio potranno ricavare dalla lingua, signor di Montcalm? — chiese lo studente, il quale si era avvicinato all'enorme bocca entro la quale gli esquimesi lavoravano accanitamente.

— Circa otto barili, ed è il migliore che si ricava dalla balena.

— E dalla massa intera?

— Suppergiù trentamila libbre.

— Una vera inondazione.

— È la parola, Walter.

— Vediamo un po' questi fanoni, che devono essere i famosi ossi di balena che si pagano ben cari.

— Sono grosse lamine, fisse nella mascella superiore, che scendono diritte formando una specie di siepe, un po' dentellate ad uno dei margini.