— Io però ho letto una storia di certi pescatori di balene di razza esquimese che si divertivano a martirizzare i naufraghi di razza bianca.
— Una storia antica, mio caro Walter.
Lasciate che accenda la stufa e che vi prepari il grog. Intanto non perdete di vista l'automobile.
— Nemmeno un secondo, signore.
— A voi la pelle di bisonte.
— Benissimo: eccomi trasformato in un capo indiano in attesa d'un viso pallido da scotennare. Sarò il gran sakem Piede pesante o Testa d'aquila.
— Al diavolo!... — esclamò il canadese. — Si è mai veduto un giovanotto più allegro di questo? Se tutti quelli che frequentano l'Università di Cambridge sono tagliati così, manderò anche i miei figli in Inghilterra a tentare la corsa delle cento yarde od il gran salto.
— E farete bene, — concluse lo studente, avvolgendosi maestosamente nella gigantesca pelle di bisonte.
Era una vera notte da lupi polari. Il ventaccio non cessava di ululare attraverso la bianca pianura, rovesciando addosso al villaggio e contro l'automobile delle vere trombe di neve che però subito tornavano a disperdersi.
Il freddo poi era diventato così intenso che l'alito dello studente, appena uscito dalla bocca, si tramutava in nevischio.