L'ex-baleniere, che conservava il suo meraviglioso sangue freddo, virò quasi sul posto, a meno di trecento metri dai giganteschi ice-bergs che si erano già accumulati in gran numero, trasportati dalla corrente polare e spinti dai venti di levante, poi risalì di volata la costa riguadagnando la sconfinata pianura.
— Ventre di Giove!... — esclamò lo studente, il quale pareva che in quel momento si fosse dimenticati i suoi eterni fulmini. — Questo marinaio è diventato uno chaffeur prodigioso.
Non potevate trovarne uno migliore, signor Gastone.
— È vero, — rispose il canadese. — Colpo d'occhio, mano sicura e un'audacia straordinaria.
Dik, come si presenta la pianura?
— Buona, signore, almeno per ora, — rispose l'ex-baleniere, sempre appoggiato al volante.
— Potremo giungere, prima che la notte scenda, al lago di Yath-kyed?
— Lo spero.
— Allora spingete pure, giacchè il ghiaccio è abbastanza liscio. Non dimentichiamo che Torpon corre pure verso il Polo.
— Lasciate fare a me, signore, — rispose l'ex-baleniere, con un risolino un po' sardonico. — Andremo più presto dell'americano.