— Stavo per commettere una grossa sciocchezza, — disse, abbassando prontamente l'arma. — Ed i buoi maledetti non accorreranno allo sparo e non mi scaraventeranno in aria?

Walter mio, tu minacci di diventare un vero stupido. Forse questo freddo cane non sarà estraneo al rammollimento del mio cervellaccio di studente poco meno che asino.

Gambe e occhi aperti ed orecchi tesi. —

Il giovanotto girò tre o quattro volte su sè stesso non sapendo quale direzione prendere, poi partì a gran passi senza sapere dove potesse andare a finire, poichè la nebbia non gli permetteva di distinguere un oggetto qualsiasi a cinque passi dalla punta del suo naso.

Marciava verso l'automobile o gli volgeva le spalle? Si allontanava dai pericolosi animali o si cacciava proprio sotto le loro formidabili corna?

Quanto avrebbe dato per saperlo!...

— Gira e rigira in qualche luogo andrò a finire, — si disse l'allegro giovanotto, il quale essendo armato di due fucili non si inquietava gran che. — Che finisca al Polo? Le mie gambe, dopo tutto, sono quelle d'un saltatore e d'un corridore. —

Camminò per una diecina di minuti, bestemmiando contro il nebbione che gli si accumulava addosso, rinserrandolo da tutte le parti, poi fece un rapido dietro front e si cacciò dietro un piccolo hummok cercando di farsi più piccino che gli era possibile. A breve distanza aveva udito un muggito, seguìto poco dopo da un altro più rauco e non meno minaccioso.

— I buoi muschiati!... — esclamò, a mezza voce. — Altro che automobile!... Che io sia proprio destinato a lasciare le mie budella sulle corna di quegli animali? —

In quell'istante udì uno sparo, poi un secondo, quindi un terzo.