I tre uomini esaminarono prima i fucili, trattandosi d'una caccia tutt'altro che facile, poichè se il mammouth era un animale tranquillo quando non era disturbato, diventava invece, al pari degli elefanti, terribile se assalito; poi si misero in marcia risolutissimi a scovare quell'animale che fino allora si credeva scomparso da qualche centinaio d'anni se non di più.

Le larghe orme si dirigevano verso un picco isolato, contornato da colossali ice-bergs alla sua base e che probabilmente doveva essere un isolotto.

Giunti a duecento metri, i tre cacciatori, con loro non poca sorpresa, scopersero due traccie.

Una si dirigeva verso ponente del picco e l'altra verso oriente. Erano due i colossali pachidermi od uno solo che aveva girato e rigirato intorno agli ice-bergs?

— Dik, — disse il canadese, — se vi trovaste dinanzi ad un simile animale, avreste paura? —

Un sorriso quasi sprezzante spuntò sulle labbra dello chaffeur.

— Un uomo che ha ucciso più di venticinque balene può affrontare un elefante, a qualunque razza appartenga, — disse. — Gli sparerò dentro il naso.

— Allora voi girate il picco verso ponente, mentre noi lo gireremo verso levante e se lo trovate spingetelo contro.

— Va bene, — rispose l'ex-baleniere.

Accese la sua pipa, quantunque avesse poche probabilità di fare molte tirate, in causa del freddo sempre intensissimo, e si allontanò col fucile sulle spalle.