Più terribile, più emozionante invece è il duello col bowie-knife, quantunque di esito più incerto.

I due rivali entrano per due diverse porte, a piedi nudi, in una stanza perfettamente oscura, armati del loro terribile coltellaccio, si cercano brancolando silenziosamente fra le tenebre e quando s'incontrano si accoltellano all'impazzata.

Tanto peggio per quello che ne prende di più o a cui arriva una puntata al cuore od alla gola, che tronchi la carotide.

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Come abbiamo detto, il canadese era uscito dalla porta di sinistra assieme al suo maestro di boxe, entrando in una stanza che sembrava piuttosto un gabinetto per fumatori e che era ancora illuminata, poi aveva subito disposto su un tavolino laccato alla giapponese il suo cronometro d'oro per contare i cinque minuti.

Quantunque potesse trovarsi sull'orlo della tomba, non ignorando d'aver da fare con un avversario risoluto e coraggioso, appariva tranquillissimo.

Il suo partner gli aveva preso subito il polso della mano destra, tenendo gli occhi fissi sulle lancette dell'orologio.

— Bene, — disse, facendo schioccare la lingua. — Batte regolarmente ed anche il vostro cuore deve funzionare come al solito.

Sono soddisfatto del mio allievo.

— Ne dubitavate? — chiese il canadese, sorridendo leggiermente.