Guardate ora lo chassis. Corto, quadrato, solidissimo, molto più rialzato degli altri per evitare maggiormente gli affondamenti nella neve, aperto sul dinanzi e, come ben vedete, fornito d'una grossa capote di cuoio che può coprirlo interamente.

Per proteggervi meglio, ho fatto collocare dinanzi al volante uno scudo di metallo rivestito di cuoio che vi riparerà perfettamente il petto e le gambe ed un tubo che vi porterà l'aria calda nella ridotta, ottenuta semplicemente coi prodotti dello scappamento.

— E la benzina?

— Si trova sotto la seconda vettura, rinchiusa in serbatoi di quattrocento litri ognuno, sufficienti quindi per tremila miglia e divisi in latte di venti litri ciascuna.

— Basterà per giungere lassù? È un po' lontano il Polo. —

Il canadese sorrise.

— Ho pensato al pericolo di dover rimanere senza combustibile.

Guardate, sotto la seconda vettura, abbastanza lontana dal deposito di benzina, ho fatto collocare una piccola macchina che noi potremo alimentare con canape inzuppata d'olio di foca, con grasso d'orso e magari di balena.

Non otterremo certo una notevole velocità, ma quella macchinetta ci eviterà delle panne inguaribili in una regione dove non troveremo delle drogherie aperte per venderci il combustibile che ci è necessario.

— Meraviglioso!... — mormorò per la seconda volta l'ex-marinaio. — Con simile treno si può andare anche in capo al mondo. E l'illuminazione?