— Ci teneva tanto che il suo più bel sogno era quello di far contessa sua figlia, di darla ad un nobile.... Va là, cara, che l'hai trovato il genero nobile.

— Senti, Massimiliano, hai ragione, sono stati crudeli, sono stati infami, se vuoi, ma quel lasciarli patire... ricchi come siamo.

Il signor Nebioli tornò a scoppiare come una bomba:

— Nemmeno un centesimo non voglio dar loro finchè vivo, no, nemmeno un centesimo.... Quando sarò morto s'ingrasseranno a loro agio.... Già lo so che molti desiderano la mia morte.... Ma io voglio farli aspettare un pezzo, perchè al mondo mi ci trovo benissimo.... Se non fossero questi piagnistei che ho in casa....

E alzatosi dalla seggiola si mise a passeggiare su e giù per la stanza.

La signora Gertrude si alzò ella pure. Ella era combattuta fra la soggezione straordinaria che le aveva sempre ispirato suo marito, e il convincimento che la severità di lui era eccessiva e ch'ella non faceva opera di buona madre obbedendogli in tutto. Le si spezzava il cuore a pensar che sua figlia, a tanti chilometri di lontananza, non aveva forse modo di render meno squallido il suo desco per le feste del Natale. Ella avrebbe potuto mandarle qualche cosa di soppiatto, ma non sapeva nasconder nulla a Massimiliano, e Massimiliano non voleva neppure ch'ella scrivesse alla ingrata, alla perfida Margherita. E sì ch'egli l'aveva amata tanto questa figliuola, l'aveva fatta regina del suo cuore e della sua casa; burbero con tutti, era stato con lei dolce, compiacente, le aveva prodigato mille doni e mille carezze! E l'amava ancora, ed era soltanto la sua indole puntigliosa e caparbia che gl'impediva di perdonarle. Ma aveva i suoi momenti di debolezza ed erano appunto quelli in cui egli prorompeva con maggiore violenza. Sentendo che il fuoco andava languendo, lo attizzava egli stesso, si scagliava senza misura contro i colpevoli e quando li aveva colmati di vituperii tornava a persuadersi che il loro delitto era stato ben grave. Una donna più avveduta della signora Gertrude, anzichè atterrirsi di queste sfuriate, avrebbe dato loro il vero significato, le avrebbe accolte come sintomi di resipiscenza, e sarebbe tornata vigorosamente alla carica. Ma ella si ritirava subito impaurita e si limitava a piangere in silenzio e di nascosto. Il suo unico conforto era quello di non opporsi a suo marito, di seguire in tutto i suoi desiderii. I deboli non si accorgono mai che anche i despoti hanno qualche volta il desiderio di esser contraddetti, e che se non lo manifestano gli è perchè temono di perdere la riputazione di fermezza a cui devono la loro forza.

A ogni modo quella sera la signora Gertrude era un po' meno timida del consueto. Ed ella si spinse fino a dire con un fil di voce:

— Non si potrebbe almeno per queste feste?...

— No, no, tre volte no, — proruppe il signor Massimiliano dando un gran pugno sopra il pianoforte. Era un pianoforte a coda, di molto prezzo, ch'era stato comperato parecchi anni addietro per la Margherita. Ma dacchè la Margherita se n'era andata, nessuno l'aveva più aperto, nessuno aveva sentito più la sua voce armoniosa. Ora soltanto, al colpo che ne scuoteva tutta la compagine, le sue corde mandarono un gemito lungo lungo, che parve come un richiamo ai tempi fuggiti ed evocò nella malinconica stanza l'immagine della gentile fanciulla.

Le ultime vibrazioni di quel suono si perdevano nell'aria quando si udì una grande scampanellata.