—Non avete furia voi altre?—dissero alla signora Inverigo e alla Varedo alcune persone di conoscenza.
—No, restiamo qui a pranzo.
—Buon appetito, allora.
—Grazie.
Protetta dalle dune la spiaggia era avvolta nell'ombra, ma chi toccava il sommo dell'erta sabbiosa doveva ripararsi dai raggi quasi orizzontali del sole, ed era bello, levando gli occhi in su, veder quella folla gioconda emerger nella luce, e sfavillar le tinte chiare degli abiti estivi, e aprirsi gli ombrellini delle signore come fiori che sbocciano d'improvviso. Più bello però, dalla parte del mare, era lo spettacolo delle barche peschereccie che sfilavano lontano ricevendo anch'esse, sulle vele bianche, rosse, gialle, turchine, l'ultimo saluto del sole, mentre la liquida superficie, increspata da una brezza leggera, prendeva, nel roseo tramonto, tutti i colori dell'iride.
—Oh brave!—esclamò Gustavo Aldini quando sua sorella e sua nipote comparvero sulla terrazza.—Ero lì lì per venire a sollecitarvi. Tranne Alberto, che non può tardare, siamo au grand complet.
Le due Duranti col rispettivo consorte e padre, l'Adelaide Nocera col consigliere marito mossero festosamente incontro alle nuove arrivate.
—Si voleva venire in massa a farvi visita—dichiarò l'Adelaide—ma l'ingegnere disse ch'era meglio attendervi qui.
—La nostra capanna è così piccola—spiegò la signora Valeria—che ci si sta appena in due.
—Sono troppo piccole e troppo affastellate quelle capanne. Non c'è libertà—soggiunse la Nocera.