— Benissimo..... Grazie.... E siamo intesi, licenzi quel messo della Comunità. Come ha detto il professore, telefoneremo.
Un servo, entrato in punta di piedi, susurrò qualche parola nell'orecchio della Signora Rachele, che fu pronta a moversi.
— Che c'è? — chiese il marito.
Ella, evidentemente turbata dalla presenza del cognato, replicò in fretta:
— Nulla, nulla.... Un ordine da dare.
E uscì.
Giacomo passò al fratello un foglietto sul quale aveva buttato giù la minuta dell'avviso mortuario.
Il commendatore lesse a mezza voce: «I fratelli Gabrio e Giacomo Moncalvo, la cognata Rachele, i nipoti Giorgio e Mariannina partecipano con profondo dolore la morte oggi avvenuta della loro dilettissima Clara, donna esemplare per gentilezza d'animo e dirittura di mente, vissuta cinquantacinque anni pensando il giusto, operando il bene, sempre dimentica di se stessa per giovare agli altri».
— Vero, vero.... Va egregiamente.... Però tu sei il fratello maggiore.... Il tuo nome dovrebbe figurar primo.
— Ma è morta in casa tua, e mi è parso....