—Desidera che si mandi a chiamare il dottore?

Ella protestò.

—Sei pazza? È cosa da nulla… Oggi ho avuto tutta quella gente, mi son stancata a discorrere, m'è venuto il mal di capo, e il mal di capo porta con sè i disturbi di stomaco.

Prese alcune goccie di laudano e si coricò presto. Nella notte non ebbe sofferenze gravi; pur non si sentiva bene; aveva la bocca cattiva, la salivazione abbondante, a due riprese si destò in sussulto dall'assopimento prodotto dall'oppio, e si mise a sedere sul letto per liberarsi dall'acqua che le montava alla gola. Ma che cos'aveva, Dio buono? che cos'aveva? Sul far del giorno le parve di star meglio e sperò di cedere a un sonno riparatore. Ma non dormiva da un quarto d'ora che già nella sua fisonomia stravolta apparivano i segni d'uno spasimo interno e tutta la sua persona rivelava lo sforzo di chi tenta scuoter di dosso un incubo affannoso.

—No, non è vero—ella diceva agitando le braccia—non è possibile.
No… no.

Alla fine aperse gli occhi, si rizzò con mezza la persona puntellandosi sui gomiti, e si guardò attorno, bianca in viso più del suo lenzuolo, con un sudor freddo che le gocciolava giù per la fronte. Era nella camera, sola, nessun medico era accanto a lei, nessuna voce aveva pronunziato la sentenza ch'ell'aveva creduto d'udire… Ell'aveva sognato… Ma l'impressione del sogno non svaniva per questo… se di tutti i particolari, di tutte le circostanze esteriori che i sensi allucinati avevano finto a sè stessi non restava più nulla, restava il fatto persistente della sua inquietudine fisica di cui la Teresa non sapeva trovare una spiegazione plausibile… poichè non voleva accettar quella che il sogno le aveva suggerita.—No, no—ella ripeteva fra sè in preda a uno spavento senza nome—non è, non dev'essere.—Il suo labbro non osava dire:—Non può essere.—Pur troppo poteva essere… E se fosse?… Le si drizzavano i capelli in testa a pensarvi… Se fosse?… Sarebbe stata la sua condanna di morte, perch'ella non avrebbe sopravvissuto all'onta, allo scandalo.

Quando le parve di poter fermarsi senza terrore all'idea della morte (ella non s'indugiava a considerare nè il come nè il quando) la Teresa ebbe un po' di requie. Si alzò, rivide i conti della cuoca, uscì in giardino, diede da mangiare alle sue galline, si chinò a carezzar Moro venuto a stropicciarsele intorno al vestito, rispose amichevolmente ai saluti di Piero, di Andrea e del cocchiere, che in ozio tutti e tre, se la contavano al sole.

I sui dipendenti l'adoravano, ma non convien pretendere una gran discrezione dalla servitù, e prima ancora che la Teresa fosse a Mogliano il giardiniere, ch'era in buoni termini con la Luisa, aveva saputo che la padrona perdeva la testa dietro un ufficialetto di marina e ne aveva discorso alla villa. Non era dunque un argomento nuovo quello di cui s'intrattenevano adesso i tre oziosi.

—È stata poco bene iersera.

—Si vede.