— Senta, signora Clara, presto capiteranno quelli dell'uffizio d'igiene.... Sa.... Nei casi di malattie contagiose, gli oggetti, le masserizie che hanno appartenuto alle persone colpite dal morbo devono esser disinfettati o distrutti.... Bisognerà sgombrare questa camera....
— E perchè non potranno incominciare in presenza mia? — interruppe Clara.
— Come? — esclamò Cadeo. — Strapperanno le tende, porteranno via i mobili, ed ella vorrebbe esser presente?
Ella alzò la faccia sparuta e disse lenta e grave, sottolineando ogni parola:
— Iersera hanno portato via qualche cosa di più prezioso dei mobili, e io ero presente, e sono stata forte.
— Tanto forte.... troppo forte, — ribattè il dottore. — Non la voglio così.... Voglio vederla piangere.
Con una logica inesorabile, Clara rispose:
— Se non piango in questa camera...!
E le sue pupille vitree guardavano intente il lettino vuoto.
Ma la frase ch'ell'aveva pronunciata fu pel medico come un raggio improvviso di luce. Se non piango in questa camera! Ella stessa invocava dunque le lacrime e sentiva che fuori di là, le sarebbe stato ancor più difficile spargerne! Ed egli (oh, il fine psicologo!) egli che una crisi di lacrime reputava necessaria, indispensabile alla ragione, alla vita della sua cliente, egli insisteva per allontanarla!