Lucilla chinò la testa in segno affermativo e disse in un soffio:
— Povero giovine! Povera madre!
— È quello che mi regalava...? — principiò Gino. Ma un cenno di suo padre lo fece tacere.
— Era adesso di guarnigione a Napoli? — continuò il professore.
— Sì.... Credo almeno, — ella balbettò sotto la tortura di quell'interrogatorio.
— Gino fa tardi, — notò Corrado Bertalia senza staccar gli occhi da sua moglie. — Del resto potrebbe andar solo questa mattina come sempre.
— No, no, lo accompagno io, — replicò Lucilla impaziente d'esser fuori dal cospetto di suo marito.
Abbassò il velo sulla faccia bianca d'un pallore mortale, raccolse tutte le sue forze ed uscì.
II.
E di nuovo il professore era solo nel suo studio. Ma i suoi occhi non correvano più sulle pagine del suo manoscritto; erano fissi, immobili, come assorti in una dolorosa visione interiore.