Sempre intesi a sorvegliare attentamente i corteggiatori importuni di M.rs Simpson, a difendere contro le insidie quella rigida virtù femminile che non avevano, oimè, potuto far capitolare, i cavalieri dell'immacolata erigevano intorno a lei una barriera non facilmente superabile. Onde, benchè M.rs Simpson non accettasse imposizioni circa al numero e alla qualità de' suoi conoscenti e fosse gentile con quanti le erano presentati, e li invitasse a' suoi pranzi, alle sue cavalcate, alle sue partite di lawn tennis, la situazione dei novizi si aggravava per l'ostilità dei terribili cinque. Non erano mai scortesie manifeste, che M.rs Simpson non avrebbe tollerate e che avrebbero potuto aver conseguenze spiacevoli; erano i piccoli e sottili artifizi con cui un gruppo di persone strette in lega fra loro fa provare agli estranei un senso d'isolamento e di malessere. Talora, se si trattava di giovani di primo pelo, impressionabili, nervosi, si ricorreva ai consigli, alle ammonizioni paterne. E uno dei cinque prendeva a braccetto il povero diavolo e lo assicurava che già era inutile, che M.rs Simpson era fatta di ghiaccio e che dell'amore non voleva saperne, che forse nessuno, essendone informato in tempo, avrebbe consentito a dedicare a lei tutto sè stesso; ma che l'abitudine è una seconda natura, e chi s'era lasciato ribadir questa catena al piede non era più buono di liberarsene.... A caso vergine però bisognava pensarci su due volte. M.rs Simpson era un portento di bellezza, di grazia, di spirito, era un'amica impareggiabile.... Se però uno non si contentava dell'amicizia, e a una certa età è cosa dura il dover contentarsene, era meglio, per la propria quiete, rivolgersi altrove.
Ora, la paternale poteva avere effetti diversi. O il galante si lasciava persuadere e batteva pacificamente in ritirata, e il trionfo dei cinque era completo; o dichiarava di volersi appagare dell'amicizia di M.rs Simpson come se ne appagavano gli altri e supplicava d'essere ammesso nella pia confraternita. In tal caso i cavalieri dell'immacolata si riunivano in conferenza segreta, e per solito deliberavano, come minor male, di far buon viso al neofita. Ed ecco la ragione per cui intorno ai cinque s'aggiravano sempre due o tre volontari. È un fatto però che, fossero troppo pesanti le fatiche, o troppo tenui i compensi, o troppo molesta la vigilanza degli anziani, nessun volontario passava all'ufficio di regolare. Dopo sei o sette mesi al più succedeva la diserzione.
C'era infine una terza e più temibile eventualità, quella cioè che il giovinotto non porgesse ascolto ai savi suggerimenti, e, per mettere in cattiva vista a M.rs Simpson i suoi cerberi, le riferisse la predica che gli si era fatta. Allora sì l'Americana sentiva salirsi la senapa al naso. Chiamava al proprio cospetto il troppo zelante cavaliere e lo strapazzava senza misericordia. O che diritto avevano, lui e i compagni, di catechizzar le persone che la frequentavano? Pretendevano forse di averla in tutela? Non sapevano ch'ella non doveva render conto dei fatti suoi a nessuno di loro, ch'era padrona, padronissima d'esser di ghiaccio o di lava ardente, padrona, padronissima di sfatar la leggenda e di pigliarsi un amante se così le piaceva? In quanto a loro, se ci trovavano a ridire, erano liberi come l'aria; ella non avrebbe mosso una paglia per trattenerli. E intanto guai a lui, guai ai suoi quattro amici se usavano uno sgarbo all'individuo che aveva la disgrazia di non incontrar i loro gusti; guai se provocavano uno scandalo!
Queste ramanzine ricorrenti che, date a uno, dovevano servire per cinque, mettevano lo scompiglio nel sodalizio. Quid agendum? Se l'Edith parlasse sul serio? Se si pigliasse realmente un amante? Ah quello sarebbe stato veramente un casus belli, perché dopo un tiro simile la dignità non avrebbe più permesso di rimanere in carica. E già si agitava l'idea e si discutevano i termini d'una dimissione in massa. Ma ognuno dei cinque guardava all'avvenire con un arcano sgomento. Che cosa avrebbe fatto della propria vita quando gli fossero state chiuse le porte della palazzina Simpson?
Tempeste in un bicchier d'acqua. M.rs Simpson non si pigliava un amante; il temerario che aveva mirato tant'alto non durava molto a disperare della vittoria e a levar l'inutile assedio.
Solo che, al chiudersi d'uno di questi incidenti, i cinque dovevano essere preparati a tribolazioni d'altra natura, perché l'Edith diventava per qualche settimana più nervosa, più capricciosa, più esigente. Non era mai una sinecura quella di cavalieri dell'immacolata; figuriamoci nei periodi di crisi! Ora veniva a Mistress Simpson la frenesia dell'equitazione. Ed eccola in sella da mattina a sera tirandosi dietro i suoi vassalli, saltando fossi e siepi e costringendo i disgraziati a fare altrettanto. Ora l'amazzone si trasformava in auriga. E salita a cassetta d'uno stage a quattro cavalli vi stipava la sua corte, e giù a precipizio pei Viali e pel Lungarno a rischio di ribaltare il legno e di arrotare i passanti che fischiavano e urlavano con tutta la forza dei loro polmoni. O, con una mattina indiavolata, s'impuntava a voler andar a piedi a colazione alla sua Villa di Fiesole, e ordinava perentoriamente al manipolo de' suoi fidi d'accompagnarla. O lì per lì, di punto in bianco, si metteva in capo di organizzare una recita, un concerto, e non intendeva che le si parlasse di ostacoli, e non voleva saperne d'indugi. Dal momento ch'ella non dava limiti per la spesa, quali difficoltà ci potevano essere? O, in fine, ell'era assalita da una pietà subitanea pei malati, pegli indigenti, e intraprendeva un pellegrinaggio pei quartieri più miseri, ed entrava nei tuguri, e si fermava al letto degli infermi, e distribuiva coperte e biancheria ai vecchi e alle donne, balocchi e dolci ai bambini, danaro a tutti. La sua bellezza ed il suo sorriso illuminavano le povere case come un raggio di sole. Ma quelli del corteo brontolavano. — Qui si rischia di buscarsi qualche malanno. — Come se non si potessero mandare i soccorsi col servitore!
Di tratto in tratto, i cavalieri dell'immacolata, tra il serio ed il faceto, ricorrevano all'interposizione amichevole di donna Mariquita. Non aveva modo di calmar l'attività febbrile di Mistress Simpson? Non credeva anche lei che un po' di quiete le farebbe bene?... Donna Mariquita che, per conto suo, era una persona posata, trovava ragionevoli queste rimostranze, ma ella s'era fatta una legge di non immischiarsi nelle cose della figliuola, e non intendeva uscire dalla sua neutralità. Quindi, con un sorrisetto ironico, ringraziando gli zelanti amici della loro sollecitudine, li assicurava che la salute di M.rs Simpson non aveva nulla a temere dall'eccesso delle fatiche. In America, da ragazza, ne aveva fatte ben altre. E anche a Livorno, quell'estate ai bagni, non si ricordavano? Quando aveva vinto la scommessa di nuotar per cinque ore di fila, senza mai riposarsi? Loro la seguivano in barca e s'erano risentiti, qual più qual meno, dello strapazzo. Ella invece non aveva avuto neppure un dolor di capo.
Le stesse cose, se uno dei cinque arrischiava una parola con lui, diceva il dottor Brunini, il vecchio medico arzillo che M.rs Simpson onorava della sua benevolenza e invitava sovente a desinare. — È d'acciaio. — E soggiungeva con malizia: — Moderar la sua foga? Impossibile.... Quell'esuberanza di vita, di forza, bisogna che in qualche modo s'impieghi. Le altre donne hanno altri diversivi; lei no.... Parliamoci chiaro. Il marito è in America.... Loro la rispettano....
— Pur troppo.
— Intendono che sia rispettata?