— Oh Dio! Son trent'anni che chiacchiera senza concludere. Non occupiamocene.

Il delitto di Caserta.

Era un delitto passionale, con particolari alquanto scandalosi che si trascinava già da un pajo di settimane nelle gazzette.

La Marialì, da madre saggia, intervenne. Ella non si curava molto di ciò che la sua figliuola poteva vedere o udire fra le pareti domestiche, ma, in quanto alle letture, non transigeva.

— O babbo, non farai mica leggere quelle porcherie all'Antonietta.

Il commendatore non replicò verbo, perchè, come gli accadeva frequentemente dopo essersi eccitato a discutere, aveva chiuso gli occhi e s'era assopito.

L'Antonietta fece per alzarsi pian piano, ma la signora Laura l'arrestò con un cenno.

— No, non ti muovere per ora... E continuiamo a parlare fra noi. Se no, si sveglia in sussulto e quando gli si dice che dormiva va in bestia.

— Salta alla rubrica Fiori d'arancio, e al Necrologio — soggiunse la Marialì. — Sentiamo chi s'è sposato e chi è morto in Italia.

La Marialì che aveva un'infinità di relazioni trovava persone di conoscenza così tra i nuovi maritati come tra i defunti, e riferiva aneddoti e tracciava biografie con una libertà di linguaggio da disgradarne quasi le cronache del delitto di Caserta.