— Brr!
— Io — interpose Tullio — se i nonni e la zia me lo permettono, ci verrò senza dubbio quest'inverno... anche più d'una volta.
— Bravo, Tullio! — gridò la zia Angela — Che regalo ci farai!
— Ecco, mamma — soggiunse l'Antonietta, — si potrebbe mettersi d'accordo.
— Oh che bella cosa fareste! — esclamò l'Angela giungendo le mani e guardando con infinita tenerezza i due cugini che, già, nella sua mente, ella vedeva stretti da un vincolo più sacro e tenace.
La Marialì se la cavò con un'altra di quelle frasi che non impegnano. — C'è tempo... ci penseremo.
Giacomo, il servo, che girava col piatto della frutta, susurrò una parola all'orecchio della padroncina.
L'Angela si rivolse prima al suo babbo e alla sua mamma, poi al resto dei commensali.
— È una così bella giornata... Lo volete prendere in giardino, il caffè?
— Sì, sì, in giardino.