—Fate dell'altro fuoco—ordina la signora Gertrude.

—E chiudete meglio le imposte—soggiunge il signor Massimiliano.

—Ma se son chiuse benissimo—dice la cameriera.

—Niente affatto; venite qui e sentirete che arietta.

—Sfido io, col vento che c'è fuori. Vorrei che passasse un po' in sala... Che Siberia!

—È una Siberia anche qui... Non sapete nè accendere la stufa nè chiudere le finestre.

La Marina, che ha la lingua lunga, sta per replicare, ma è trattenuta da uno sguardo supplichevole della padrona. Così ella ringhiotte le sue osservazioni, e inginocchiata davanti la portella della stufa caccia della nuova legna tra le bragie, e con le molle, col soffietto e un poco anche col fiato, raccende il fuoco, che divampa allegro e rumoroso e illumina la parete.

—Avete aperto il registro, per Dio?—grida in tuono burbero il signor Massimiliano.

—Eh mi pare che se non lo avessi aperto, a quest'ora ci sarebbe già la stanza piena di fumo.