— Sei tutto bagnato; spogliati subito, va a letto, e dormi. E bada di non raccontare ad alcuno simili fole! Potresti tirarti addosso il ridicolo.
La vecchia tremava anch’essa come una foglia e non cessava mai dal mormorare.
— Il gran tamburo ha parlato! Pregate o peccatori, perchè l’ira celeste pesa sul nostro villaggio. Noi siamo piccoli, la misericordia di Dio è grande!
L’uomo dalla barba nera si strinse nelle spalle, e andò a posare in un angolo della stanza il fucile ch’egli aveva pulito.
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Due ore dopo in quella casa regnava un silenzio profondo. La famiglia era a letto, e riposava tranquillamente.
Gli elementi si erano finalmente placati — forse perchè giustizia era fatta!
III. Pietro Vasa
Fin dalle prime ore del mattino del 19 febbraio 1859 si notava un insolito movimento nella città di Tempio. Era un farsi alla soglia delle porte, un affacciarsi alle finestre, un formar capannelli per le vie, un interrogarsi a vicenda, e domandar particolari.
Una notizia, con la rapidità del lampo, si era sparsa da un capo all’altra della città: e tutta la popolazione, impressionata e curiosa, si era riversata, per la via Runzatu, verso la strada che da Tempio conduce ad Aggius.