Ma a questo punto, non ebbi tempo di batter ciglio, chè vidi la fanatica predicatrice disparire dietro la meravigliosa fila di denti d'una mia commensale, e il pulpito cader vuoto sotto la tavola. L'assassina rideva, come usa rider laggiù, quando si è ucciso un nemico: e io.... che potevo fare? Risi anch'io.
Chi nelle infime necessità della vita, trova tutta la ragione di vivere: chi nega la vita senza averla provata: chi fugge il mondo non già perchè il suo cuore sia gonfio di amarezza e gli occhi sien secchi di lacrime, ma solo perchè ha saputo che nel mondo un'ora di gioia si paga con cento di dolore; quando egli osi ancora riprendere, per i loro errori, quelli che vivono e si battono nel mondo, meriterebbe certo di far la fine dell'ostrica.
XLI. L'ANARCHIA
Lassù, nella gelida Lapponia, un giorno, in mezzo a una foresta, dovetti fermarmi per lasciar passare un corteo anarchico di ermellini. E bisognava sentire con quanta voce gridavano tutti: Viva l'Anarchia!!...
Non potevo credere agli occhi miei!
Ne chiamai uno, che più bonariamente mi riguardava, e gli domandai qual'era mai stata la ragione che li aveva cacciati dalle loro pacifiche case, per vociare in quel modo.
Mi rispose con una eloquenza davvero insospettata, e disse:
«Tu mi sembri un uomo di retto criterio. Giudica dunque: e se le nostre querele ti paion giuste, va a ripetile a re e imperatori della terra.
«Perchè mai, dal primo giorno che furon creati, questi grandi hanno creduto sempre cosa ben fatta di vestirsi con la nostra pelle? Non è forse tempo che se ne scelgano un'altra?
«Proponi, per esempio, quella dell'orso!... È una maraviglia a vedere, e deve tener caldo assai più della nostra!...