(tutta vergognosa, a Romano)

È Piero... Ma che c'è, ch'io non so?... Mi par d'impazzire. L'ho lasciato alle cinque... È stato tutto come il solito. Adesso mi manda un biglietto... «Che non pianga... (piange) che il suo amore è così forte che vincerà tutto... cercherà lavoro... a Firenze... Bisogna aver la forza di aspettare un anno... forse due...»!

ROMANO

(furibondo)

È stato Lorenzo! Glie l'ha voluto dire... Ha voluto dire a Piero che io non posso far la dote a Gaia... Capisci, Jacopo!!

GAIA

Ma dunque è vero?

JACOPO

Ah! Ah! Ah! (ridendo) Povera piccola Gaia... (Gaia lo guarda dapprima spaventata).

Ha corso un bel pericolo davvero il vostro bel sogno campestre!... Ma il Diavolo aveva fatto i conti senza lo zio Jacopo!... Il quale è qui, proprio per annunziare a tuo padre... indovina un po' che cosa?... Un'eredità.