ROMANO

Non ridere!! Siamo o non siamo due ladri?

JACOPO

Eh?!!!

ROMANO

Credi d'esser solo a saper rischiare tutto per Gaia... Credi che io non sia buono da niente... credi ch'io ti voglia aspettare qui?... come un vile?... Ci devo essere anch'io là!... Perchè Gaia è mia! È mia Gaia!!... Insegnami... Jacopo... Insegnami!!

FINE DEL SECONDO ATTO.

ATTO TERZO

LA SCENA.

Si vede un angolo della grande sala da pranzo, al pianterreno del palazzo. La parete di destra è leggermente per sbieco verso il mezzo; la parete del fondo è ad angolo retto con quella laterale e la si vede continuare da sinistra oltre la linea delle quinte. Le pareti sono tinte rosso bruno con alto zoccolo di legno. Il soffitto è a volta bassa ornata di antichi freschi. Da sinistra la scena è limitata da due basse colonne gotiche incassate per metà nel muro, sormontate da un arco. Di sotto quest'arco esce metà di una grandissima tavola da conviti. Nella parete di destra, in prima quinta, una bella porticina gotica ornata di colonne e frontone. Presso a questa un tavolino, al muro, ricoperto di velluto rosso, su cui sono in bell'ordine esposti, doni di nozze, tra i quali uno specchietto con cavalletto e cornice d'argento. Più oltre ad angolo, un pianoforte a coda, con sopra un doppiere acceso, due violini, e musica. Al pianoforte è appoggiato un violoncello. Nella parete del fondo una grande finestra con inferriata che pare scavata nell'enorme spessore del muro, alla quale si accede per tre piccoli gradini incassati nel mezzo di un grado altissimo. Dalla finestra si vedono sagome di case nere dietro alle quali sorge la luna. Nel tratto della parete di fondo che prosegue da sinistra oltre l'arco, si scorge una finestra uguale a quella descritta. Dall'alto dell'arco pende un lampadario di ferro battuto con candele di cera, alcune già finite e spente, altre vicine a spegnersi. La gran tavola è ingombrata di bottiglie vuote, di salviette, posate, piatti e bicchieri usati; vi sono fiori e vi è anche un grande dolce per metà rimasto. Antiche seggiole di legno e cuoio sono in disordine torno torno. Qualche sedile vicino al pianoforte. I tratti di parete sono ornati di vecchi ritratti di donne nelle più diverse acconciature d'ogni tempo. L'impiantito è quasi coperto di petali di rose tea.