(mettendo la bocca della bottiglia alla bocca di Roberto, e dandogli un bacio sulla guancia)
Hai ragione... poverette! Chi sa che voglia! eh? (mentre Roberto beve, corre con indiavolata allegria al pianoforte, scorre con le dita l'estremità acuta della tastiera, dà uno strappo rumoroso alle corde del violoncello; poi, subito rimirandolo con voluta volgarità di modi) To'! guarda come si somiglia al Sindaco!... Tutto lui.... Eppure sarà divertente quel giorno, no? Roberto?... Te l'immagini tu, quando saremo anche noi seduti su quelle due sedie dorate, davanti a quel Trippetta serio serio!... Ah! Ah! Ah!... Quando dirà anche a me tutte quelle cosine commoventi!... Bisognerà bene che faccia la sentimentale anch'io come Gaia.... (facendo con goffo scherno l'atto di asciugarsi gli occhi) Farò così... va bene?
ROBERTO
Però attenta a serbare un po' di lacrime anche per il quaresimale di Monsignore!... Mi raccomando!...
SELVAGGIA
O per la stazione?!... Non hai visto quanto bisogna piangere alla stazione?... Sarà un affar serio!
ROBERTO
Ah! là ci vorrà il pizzicotto!... Facciamo la prova!... (le dà un pizzico)
SELVAGGIA
(mandando un grido e appiccicando un ceffone a Roberto)