LEOPOLDO

Oh, bon omo! Non c'è bisogno di esser maghi per indovinarlo! Ce ne saranno delle centinaia che girano per l'Italia in cerca di lavoranti da portare in America! Ma perchè non ci siete andato?... È un bel paese! Voi che vivete sulle pecore... ce n'è una razza laggiù, che ha la coda così grossa, che bisogna legargliela sulla groppa! Quella che ho visto io... la coda sola pesava otto chili!...

BISTONE e RIGA

(contemporaneamente)

Uuuuh! (Gigi comincia a russare).

LEOPOLDO

Davvero! A me, dico la verità, non mi fece proprio nè caldo, nè freddo... Ma a voi!... Chissà come vi sarebbe piaciuta! Noi marinai siamo troppo abituati a vedere un mondo di cose straordinarie; oramai non c'è più niente che ci faccia rimanere a bocca aperta... levato le belle ragazze!

BISTONE

(senza entusiasmo, anzi con un leggero accento di istintiva inimicizia)

Dunque siete un uomo di mare, voi! di quelli che vanno con i bastimenti... e girano tutto il mondo... e portano le spezie... Ecco, ecco... ho capito! O come mai siete venuto quassù a veder noialtri pecorai, che si nasce e si more dentro una capannaccia? (si sente un campano di pecore, lontano; onde subito volgendosi a Riga) Oh, senti Riga il campano (indi a Gigi) O Gigi per Diana! che ho detto dianzi? Va a serrar le pecore e chiama Oliva... digli che venga subito qui (Gigi si leva con sforzo ed esce aggiustandosi la sciarpa rossa intorno alla cintola. A Gigi) Oh! e guarda che ci sia la «Rossaccia»; non far come sabato passato... (come tra sè) Con questi bei discorsi, m'ero mezzo dimenticato della capretta. (Gigi uscendo ha lasciato l'uscio aperto: la pioggia è cessata; il cielo coperto di nubi nere ha affrettata la notte).