ATTO SECONDO
LA SCENA.
Lo studio di Romano in una stanza, al secondo piano. Fa parte di un resto, lasciato intatto, di costruzione anteriore, sul di dietro del palazzo. Se ne vedono quattro pareti; le due laterali hanno uguale misura; le due che formano il fondo sono: quella di sinistra più lunga, quella di destra più corta, e si incontrano tra loro ad angolo retto. Nella parete laterale di sinistra, un usciolo a battente di vecchio legno, con stemma dipinto: nella parete fondo sinistra un altro usciolo simile posto vicinissimo all'angolo retto. La parete fondo destra è tutta occupata da una bassa trifora gotico-romanica di pietra forte, da cui si scorge il cielo stellato, in mezzo a qualche rosa bianca di una pianticella che si arrampica attorno alle brevi e robuste colonnine, partendo da una piccola cassetta posta sul davanzale. Nell'angolo ottuso di sinistra, coperto da due grandi antiche librerie, un pesante banco da studio quattrocentesco è messo di traverso; e sopra vi sono accatastati libri e carte; due seggioloni di legno e cuoio, con stemma dipinto, sono uno dietro al banco, uno davanti. Nel mezzo due o tre sgabelli di legno scolpito, carichi di grossi volumi. Lungo la parete laterale di destra, una bella cassa da corredo del Rinascimento, sulla quale sono, alla rinfusa, corazze, elmi, spade, mazze e altri pezzi d'antiche armature. Nell'angolo retto del fondo una bella armatura montata. Sopra i due uscioli due ritratti di antenati. Quello appeso sull'usciolo di fondo è di guerriero. Alle pareti una grande quantità di stemmi e di alberi genealogici dipinti a oro e a colori. Una grande lucerna ad olio, a campana verde, illumina assai il banco sul quale è posata, e pochissimo il resto della stanza.
SCENA PRIMA
Romano è seduto al suo banco, coi gomiti sulle carte, il viso nascosto tra le mani. Bussano leggermente alla porticina del fondo. Romano non sente, tanto forte è preso dai suoi pensieri. Bussano più forte.
ROMANO
(riscuotendosi)
Chi è?
GAIA
(di fuori, timidamente)