SCENA SETTIMA.

Mentre già si è aperta la porta dell'osteria e ne sono usciti Ireo e Trochilo i quali ristanno maravigliati; ecco giungere da destra il corteo di Enopione. Vestito di una amplissima veste color del vino, redimito d'oro e di pampini, il figlio di Bacco è disteso sopra una grande lettiga d'oro portata da quattro satiri: gli cammina allato il cerimoniere Cissibio: seguono soldati in arme, schiavi con anfore capovolte, baccanti e satiri abbracciati, e vispi satirelli. Certi schiavi portano torce.

ENOPIONE:

Fermi tutti!

Tutta la sua gente si ferma impaurita tra gli alberi della foresta.

Che cos'è quella roba là.... che si muove?

Tutti guardano.

CISSIBIO,

inchinando la sua larga testa biondiccia e calva dalle orecchie di satiro:

O mio re!... Zeto con due femmine!