Allungando una mano per alzare il mento di Merope:

È un maraviglioso re, Enopione!... merita d'esser veduto!...

Mentre corre per i soldati e gli schiavi un gran riso soffocato, il re e il cerimoniere guardano, attraverso il velo dei loro occhi briachi, il volto di Merope alla luce delle torce. A un tratto i satirelli fuggono dalla lettiga; Enopione si fa serio: guarda fisso, raccogliendo le vagabonde forze del suo cervello, e la maraviglia sembra quasi terrore sulla sua faccia affocata.

MEROPE,

con un carezzevole e trepido fil di voce:

Merope sono, sì, padre mio! Non t'è caro forse, ch'io t'abbia seguito?

ENOPIONE:

Seguito?

MEROPE:

Sì, padre!