Beato te!
Gli altri fanno eco.
TROCHILO,
con ironia beffarda:
Come?! Ora ti par bella questa orrida spelonca?... Non ti piace più, la tua reggia di Chio?
IREO,
che intanto ha distribuito i pezzi di carne ai commensali, i quali già divorano e tracannano:
E tu, Trochilo! servi per l'ultima volta!
Trochilo reca il catino dinanzi al re inginocchiandosi. Il re prende un pizzico d'erba, Orione fa lo stesso, Merope anche; poi Trochilo si leva e, serviti gli altri, va a sedersi sotto la prima quercia di destra, e mangia tranquillamente l'erba che è rimasta. Cissibio, collocato Matusio, corre a sedersi vicino alla Nutrice e con lei ride e beve senza riposo. Nel fondo i soldati, le baccanti e i satiri mangiano uva e focaccie, e bevono allegramente, sparsi in terra fin sulla balza. Lo sciame impertinente dei satirelli passa a quando a quando in folle corsa su loro.
ENOPIONE,