IREO:
Tu?... Tu sei che or ora hai predetto alla cortigiana Mirrina...?
MATUSIO:
.... gran fortuna presso il re Pénteo! Io, sì certo. Matusio! il grande Matusio pari a gli dèi! Sì!
IREO:
Ah! Perchè non s'inabissa la terra sotto me....
Cadendo in ginocchio:
prima ch'io debba sopportare il tuo sguardo irato!... Ma ti vendicherò sai: tu stesso sceglierai la tua vendetta sul corpo di quel vile ribaldo!... E prendi anche su me vendetta, se vuoi.... sol che tu prima mi dica se è vivo un figlio mio, che aspetto di lontano....
MATUSIO:
Taci, taci, buon oste, e lévati: tramontato il sole, terminate che abbia le sue faccende, tu legherai le mani di quel mariolo a un ceppo, poi, con una verga, le pesterai bene bene: tu darai senza paura nè d'ossa nè di nervi, ch'io fui già prediletto scolaro d'Esculapio, e molto più ancora so di scienza mia, sì che qualunque cosa tu rompessi, per avventura, io saprei a maraviglia risanare.