Lo Spondeo, uà fatto in dui passi longhi, alternandoli; come s'è detto nella Regola 152; si chiama cosi, [per]che si fà dui passi longhi si come il spondeo nè uersi, costa di due sillabe longhe.

Regola CLIV della Sincopa

Trouandosi il piè sinistro in dietro, in passo naturale, lo spingerai et inalborarai inanzi al destro, e poi lo ritornarai in dietro nel loco, doue si trouaua prima; e posarai in terra la punta, e nel istesso tempo alargharai un poco le ginocchia, e ti piegarai un poco à modo di uoler fare reuerenza; si chiama cosi, dalla sincopa, che si fà nel sonar l'Apicordo.

Regola CLV del Trito minuto

Tenendo il piè sinistro in dietro tanto che la punta di d.o sinistro, arriui al calcagnio del destro, lontano un piè dal altro mezo palmo incirca, e la punta di detto destro uolta un poco à lato destro come si uede nella figura: saltarai in sù [per] spatio di due dita incirca, e farai trè balzetti piccoli, e [per] ciascuno di detti balzetti, saltarai à man destra dui dita in circa, nel fine de quali, ti trouarai con la punta del sinistro, doue era il calcagnio del destro, e lo potrai fare anco [per] contrario, e anco saltando inanzi; si chiama cosi, [per]che nel far d.o trito si uà prestissimo.

Regola CLVI del Corintho

Trou[an]dosi il piè sinistro in dietro in passo naturale, lo leuarai da terra, e lo spingerai al par del destro [per] fianco, a lato sinistro, e farai trè riprese piccole à d.o lato, e cio fatto farai un trabocchetto, tenendo inalborato il destro in dietro, e lo potrai fare anco [per] contrario, et anco spingendo d.o sinistro inanzi, in uece di spingerlo [per] fianco, e anco trouandoti à piedi pari, ò uero col piè sinistro inalborato inanzi, et in dietro, si chiama cosi, [per]che nel fare dette riprese, e trabocchetto si fà prestissimo, à modo di uoler correre [per] fianco inanzi, et in dietro secondo ocorrerà, e da quel correre, ha preso questo nome di Corintho.

Regola CLVII del Destice

Il Destice, uà fatto conforme alla Regola 151; ma in uece di far tre riprese, ne farai due, et un poco più adagio, e si può fare in tutti i modi detti nella predetta Regola; si chiama cosi, [per]che si uà desteggiando, e uoltando la uita, conforme al moto del piede.

Regola CLVIII del fioretto ordinario