Vener bella tanto adorna,

Bacco stolto con le corna,

Che solea cotanto aitarte?[I-25]

Terminerò di parlare di Bacco, della sua leggenda, e della lunga memoria che n'han serbato gli uomini, ricordando, come a lui, che aveva peregrinato già gloriosamente per tutta la terra conosciuta, si volle attribuire ancora la scoperta di paesi incogniti. Il felicissimo paese di Cuccagna fu da lui ritrovato, e un poeta, Quirico Rossi, celebrò co' versi il memorabile avvenimento[I-26]. Di ritorno dall'India, Bacco muove in traccia della fortunata regione, dove giunge coi suoi seguaci dopo aver lungamente errato pei mari. Permettete ch'io vi dia un'idea delle delizie di quella terra incomparabile riferendo tre ottave che sono degne veramente del loro soggetto:

Fiumi di burro a tutte le stagioni

Scorrendo vanno e dilagando i prati,

Dove nascon per erba i maccheroni,

E per ghiaia ravioli maritati;

Ed anitre e pollastri, oche e capponi

Di frittelle pasciuti e saginati,