Nell'America meridionale la cultura della vite ha dato buoni risultati lungo la pendice orientale delle Ande a Mendoza, a Saint-Jouan e a Roja, ove si preparano dei vini eccellenti. Si citano pure dei vigneti alla Concezione, circa al 37° di latitudine australe.
Si coltiva poi con ottimi resultati la vite al Capo di Buona Speranza, ove si ottengono dei vini molto pregiati, i cosidetti vini di Costanza, e pure nella Nuova Olanda, ove la cultura si effettua principalmente nella Nuova Galles del Sud.
Similmente a quanto si verifica per molte altre piante dei climi temperati, la cultura della vite tanto più si estende in altezza sui fianchi delle montagne quanto è minore la latitudine. Ben si intende però che su ciò non poco influiscono le condizioni topografiche locali, la qualità dei vitigni ed altre circostanze, per cui ad egual latitudine si possono riscontrare altezze assai differenti e viceversa. Nelle colline del mezzodì dei Carpazi essa si eleva fino ai 290 metri. In Francia si trovano vigneti all'altezza di 509 m in Alvernia, e si citano come limite estremo le colture di Valai ad 800 m, per quanto se ne osservino nelle Alte Alpi a 1200 m d'elevazione. Nelle buone esposizioni del cantone di Neuchâtel sulle pendici del Giura, la vite si eleva fino a 450 ed anche ai 550 m. Nel cantone dei Grigioni essa giunge fino ai 740 m circa, ed in generale si può ritenere che per la Svizzera il limite medio dell'elevazione è dai 480 ai 550 m. Nelle pendici meridionali delle Alpi troviamo coltivazioni ordinariamente fino ai 600 m d'elevazione, e talora pure ad un'altezza assai maggiore, come in Val d'Aosta, ove raggiungono gli 890 ed anche i 1180 m, presso Chiavenna, ove si trovano viti sino a 948 metri, e presso il lago di Como, ove se ne osservano fino a 970 m. Negli Appennini centrali il limite supera sovente gli 800 m, e nell'Etna, secondo quanto asserisce il Gemmellaro, i vigneti salgono fino a 1299 m dal lato di mezzodì e di levante. Secondo il Ramond, nell'Andalusia la cultura della vite giungerebbe fino a 1364 m d'elevazione. Fuori d'Europa questi limiti sono poco conosciuti; si dice però che nell'Imalaia la vite possa coltivarsi fino a 2500 m d'elevazione.
Fra i vegetali che vivono parassiticamente sopra alcune specie del genere Vitis, meriterebbero di esser qui ricordate le famose Rafflesie, quelle piante stranissime, il cui apparecchio di vegetazione serpeggia nelle radici di varie specie dei tropici, e che quindi si rende manifesto con la produzione di magnifici fiori, che sbocciano sulle radici stesse, raggiungendo il diametro di 3 piedi inglesi: ma io non intendo di trattenervi su tali piante che non si sviluppano sulla nostra vite, ma bensì sovr'altre che presso di noi talora gravemente la danneggiano.
L'elenco dei vegetali che vivono sopra gli organi della vite si è considerevolmente accresciuto in questi ultimi tempi. Nel 1854 infatti il Westendorp ne citava 22 per la vite ed 1 per la Vitis rotundifolia: nel 1876 il Thümen ne citava 31 per la Vitis vinifera, 2 per la Vitis labrusca ed 1 per la Vitis vulpina: mentre il Pirotta nel 1877 ne enumerava circa 120[VI-7] sopra le varie specie coltivate, ed il Thümen fa ultimamente ascendere questo numero fino a più di 150[VI-8]. Nè è a ritenersi che qui s'arresti il numero di tali vegetali, essendochè vi è tutta la probabilità che gli studi ulteriori ne facciano conoscere ancora dei nuovi. Fortunatamente però, di tutti quelli che vivono sulla nostra vite, pochi sono quelli che possono gravemente danneggiarla; poichè la maggior parte di essi si contenta di vivere sugli organi della pianta già morti od in via di deperimento, mentre pochi son quelli che si sviluppano sugli organi viventi e che si meritano il nome di parassiti.
Ho creduto opportuno di riportare nel quadro qui unito i nomi delle diverse specie che si sviluppano sugli organi della Vitis vinifera, contrassegnando con carattere corsivo i nomi di quelli che riuscirono dannosi o che possono esserlo. Io mi limiterò a dirvi poche parole di alcuni di questi.
Peronosporei.
Peronospora viticola, De Bary.
Murcorinei.
Mucor stolonifer, Hhrbg.