La mercede del giornaliero appare di una dramma e tre oboli nell’epigrafe del 329/8, e si può assumere come la mercede del lavoro a giornata, in quell’anno[428].

Ora, si è domandato: la retribuzione del lavoro era realmente cresciuta, rispetto al secolo precedente, almeno per quel tanto che ne sappiamo da’ conti dell’Eretteo?

In punto di fatto, il salario del giornaliero, che il 408 è di una dramma, diventa nel 329/8 di una dramma e mezza: lo stesso lavoro specifico della coppia di segatori, che ricorre nell’un tempo e nell’altro, ci mostra la stessa variazione[429].

Ma il salario di una dramma, nel 408, era accompagnato dal vitto all’operaio, oppur no? Ed era un salario ordinario, od un salario ribassato per condizioni eccezionali?

L’una cosa e l’altra sono state sostenute[430]; e, secondo tali opinioni, il prezzo del lavoro sarebbe andato soggetto ad un rinvilìo notevolissimo. Questo asserito rinvilìo delle mercedi sarebbe un gravissimo argomento per la decadenza dell’economia a schiavi. Esso mostrerebbe a quali proporzioni dovea essere giunta la concorrenza, non solo tra liberi e schiavi, ma tra gli stessi lavoratori liberi, se il salario, malgrado il crescente aumento de’ prezzi e lo scemato potere d’acquisto della moneta, avea avuto un tale tracollo. Pure si può ritenere come dimostrato, in sèguito di una speciale indagine[431], che nel 408 i giornalieri non aveano, insieme al salario, anche il vitto; e il ritenere che il salario, pagato a’ lavoratori dell’Eretteo, fosse un salario basso per causa delle condizioni eccezionali di Atene in quel periodo, è una semplice ipotesi, che non potrebbe mai, in ogni caso, condurre ad asserire, come si è fatto, che il salario fosse al principio della guerra del Peloponneso perfino tre o quattro volte maggiore.

XXXIII.

Ma, se non è lecito dedurre da questi dati non esatti, o non sicuri, la decadenza dell’economia a schiavi e il progresso del lavoro libero, si può ben dedurli da altri dati; e la conseguenza, fatte le debite proporzioni, non varia.

Valutando semplicemente a tre dramme il medimmo di frumento, al tempo di Socrate, e a cinque in quello di Demostene, è stato osservato che “il salario avrebbe dovuto salire da sei a dieci oboli, giacchè i prezzi salirono nella proporzione di tre a cinque. Le iscrizioni invece provano che le mercedi salirono da sei a nove oboli, per il lavoro semplice, e più alto per quello specificato„[432].

Accogliendo queste premesse, apparirebbe dunque un rinvilìo relativo delle mercedi, spiegabile, in via più semplice e diretta, con la cresciuta concorrenza. Ma, si è già accennato che il prezzo de’ cereali, continuamente oscillante, era andato soggetto a forti rincari, che ne aveano elevato il prezzo, talvolta, assai oltre le cinque dramme. In quello stesso anno 329/8, l’orzo era stato venduto a tre dramme, ed anche a qualche cosa di più, e il frumento, di cui il popolo avea potuto fissare il prezzo, era stato venduto a sei dramme[433]. Ora, come è stato osservato, il prezzo della mano d’opera arriva sempre in ritardo a regolarsi su quello degli altri prodotti scambiati[434], e quindi questo aumento di mercede andrebbe probabilmente ragguagliato a’ rincari del periodo precedente, e apparirebbe perciò sempre più inadeguato e sproporzionato a’ cresciuti bisogni. Oltre di ciò va tenuto conto del peso un po’ calante della dramma e del notevole aumento di medio circolante, che, anche quando da sè solo non sia adatto a provocare un rialzo di prezzi, ottiene questo effetto, se coincide con una maggiore richiesta[435].

XXXIV.