Statuti dello Studio di Padova (Vedi indicate le diverse edizioni nel Savigny, op. cit.; III, pag. 600).
Statuti dello Studio di Firenze (Archivio delle Riformagioni).
Carta Vercellese (Colle, Storia dello Studio di Padova. — Vallauri, Storia delle università degli studii del Piemonte).
Statuti dello Studio di Arezzo (Guazzesi, Opere. Pisa, 1766).
Statuti dello Studio di Ferrara (1467).
Molti degli statuti universitarii rimangono tuttora inediti nei nostri Archivi, dai quali si potrebbero rilevare notizie di gran rilievo sulla costituzione primitiva delle antiche università.
[9]. Roberston, Introd. alla Vita di Carlo V.
[10]. S. Agostino voleva che Virgilio facesse parte della prima educazione dei giovani, e S. Girolamo era studiosissimo di Cicerone che leggeva nelle scuole.
È noto che nel medio evo, Virgilio, per la tradizione popolare si riteneva come un mago. È utilissimo a leggersi il bel libro che ha scritto in proposito il prof. Comparetti. In quest'opera trovo narrato che la Chiesa aveva imposto ai monaci il dovere di tener separati gli scrittori pagani dai cristiani. Nei monasteri, quando si volea chiedere un autore pagano si faceva un segno che indicava il libro e poi un gesto a imitazione del cane perchè dicevasi «non a torto si deve paragonare un infedele a questo animale.»
[11]. Tosti, Storia di Monte Cassino.