La graziosa fanciulla, affidata alle cure della bottegaia, si svestiva in quel mentre della sua cappa di appartenente all'ambulanza; aveva già visitato tutti gli ospedali della città, aveva già fatto amicizia con tutti i feriti Prussiani: mi disse tutto questo d'un fiato, senza che la potessi interrompere; quando io cominciai a parlare, la buona ragazza sentendo la mìa voce roca, esaminandomi fissamente nel volto, con tono affettuoso mi disse: Ma voi avete bisogno delle mie cure… voi siete malato.

—Che… non è nulla!

—Oh voi dovete curarvi… andare a letto!

—Vi pare… qui… in faccia al nemico…

—Il nemico ha di catti a rifarsi di forze, e credo che non avrà intenzione di riattaccare.

—Ammettiamolo pure: Ma che vorreste… che io passassi uno, due, forse tre giorni solo, come un cane?…

—Siete ingiusto… voi dimenticate gli amici…

—Son tutti occupati…

—E… le amiche? Ficcandomi gli occhi negli occhi proferì la ragazza.

—Le amiche!