S'immagini un po' il lettore la nostra situazione, in quell'atmosfera soffocante, e a quella polvere, che ci ridusse in pochi momenti in uno stato veramente deplorevole; di più si aggiunga lo spettacolo non troppo gradito che ci si presentava alla vista dall'unico finestrino, pel quale prendeva aria questa stamberga; un andare e venire di barche su cui facevano bella mostra di loro tutte le faccie più proibite della Cristianità, e pennacchi di carabinieri e monture di guardie di pubblica sicurezza… Fortuna che siamo protetti dalla bandiera francese—si diceva tra noi—e qui il Reale Governo Italiano non conta un bel corno.

Ogni poco veniva a noi qualcheduno dell'equipaggio e ci esortava a soffrire con pazienza. L'equipaggio, composto quasi tutto da originarii della Linguadoca, naturalmente parlava francese; di qui grande imbroglio nei nostri, i quali per farsi capire francesizzavano l'italiano, creando una lingua ibrida, bastarda, che ci faceva crepar dalle risa: lingua che si perfezionò in Francia e che ha fatto dire, bene a ragione, ultimamente al Bizzoni, che, se fosse continuata la campagna il mondo avrebbe annoverato un idioma di più; quello dei volontarii.

Da un paio d'ore si era in quei triboli, quando si vide arrivare il Perelli; che nell'ascensione aveva perduto il suo cappello a cilindro…

—Cosa fanno qui loro?—Ci disse.

—Lo vede: siamo nascosti.

—Vengano su nelle cabine… ci siamo tutti noi…

Contenti, come uno che abbia beccato un terno, salimmo. Quale non fu la nostra sorpresa, quando vedemmo quasi tutti i nostri amici!—O tutte le guardie cosa facevano lì intorno?… La. questura ci dava l'idea di quei mariti baggei che stanno in fazione, difaccia all'uscio di casa, mentre il cicisbeo della moglie passa dalla finestra.

Una gran risata echeggia da un capo all'altro del ponte… Che è, che non è?… È comparso un individuo: in perfetto costume di Adamo: per risparmiare la spesa del barchettaiolo, oppure per non esporsi al pericolo di perder qualche cosa, come noi tutti, aveva preferito buttarsi a noto nel mare; Era un bel giovinotto e ci riuscì subito simpatico per lo strano modo con cui a noi si presentava. Povero diavolo!… Io lo dovea rivedere, ma col cranio fracassato da una palla prussiana, sulla gran via di Parigi, sotto Talant, e mi rincresce di non sapere il suo nome, perché rammentandolo, forse a lui darebbe un pensiero pietoso qualche anima buona! Mi conforta però, la persuasione che chiunque lo abbia veduto in quel giorno, non potrà così facilmente obliarlo, e, leggendo queste modeste mie righe, capirà alla prima di chi voglio parlare.

—Signori mi rincresce—Venne adirci il capitano—ma per stasera è impossibile la partenza—Il libeccio è tremendo ed io non ho intenzione di mettermi in sicuro pericolo.

—Ma noi… saremo sicuri?—Domandò uno.