A tutti gli altri fu fatta la medesima proposizione: tutti accettammo di andare a spese nostre, decisi di tentare ogni via per sfuggire ai questurini.

—Domani si presenteranno al questore in Firenze—Disse allora il Fassio con tuono burbanzoso e poi volgendosi al Piccini aggiunse: lei mi par più serio degli altri, farà da capo squadra… Alla stazione gli accompagneranno le guardie, nè li lascieranno fino a che non avranno preso il biglietto.

Un'altra speranza che si dileguava! Bisognerà tornare per forza donde eravamo partiti con tutta allegrezza.

—Possono andare… e si sbrighino perchè il vapore parte a momenti..

Dei picchi ripetuti all'uscio della nostra antica carcere, richiamano l'universale attenzione verso quel posto. È Gagliano che protesta all'ingiustizia e all'infamia: è il povero Gagliano che solo vien rilasciato ai Domenicani per conto della questura—Scrivete sui giornali—Egli vociava—Fate nota la nuova ingiustizia, dite che mi si vuoi rovinare da questa canaglia.—Nessuno porgeva ascolto, alle di lui querele, qualcuno rideva: l'uomo che esce da un pericolo diventa egoista.

—Via, via—ci disse il nostro accompagnatore, una specie di Don Checco, scalcinato come un poeta, e zoppicante, come un verso sciolto di qualche genio incompreso.

Demmo un'ultimo sguardo alla stanzaccia che ci aveva racchiusi quei giorni, e, cosa strana, provammo un certo dispiacere ad abbandonarla. Quanti pensieri, quanti generosi proponimenti, quanti ricordi, quante speranze non ci avevano agitato là entro!

Quando io esco di prigione, e lo so benissimo grazie al benigno nostro governo, io provo il medesimo effetto di quando esco di un bastimento. Mi gira la testa e le gambe mi reggono appena…. quella sera mi pareva di essere addirittura ubriaco. Ed anche senza parere ubriaca, io credo che la nostra comitiva avesse in se tanto di umoristico da farsi guardare da chiunque passava.

Figuratevi: prima Don Checco con una mazza gigantesca, su cui si appoggiava, ma che non era valevole a farlo passar per meno zoppo di quello che era: poi il Colonnello in cappello a cilindro coi due tubi di latta, in cui erano le carte geografiche, ma che di notte gli davano un'idea di Sesto Caio Baccelli, con gli annessi canochiali; dietro a loro il giovinetto innamorato con due valigione, che erano vote, ma che egli aveva portato con se per dar polvere negli occhi alla pulizia; in coda noi altri urlando, chiassando, facendo le fiche a quel povero diavolo, che tentava attaccar discorso con tutti, senza che nessuno gli rispondesse: in poche parole egli sembrava un precettore che conduce a passeggiare una mandata di birichini, e scommetto che in quell'ora, avvedutosi della parte redicola che sosteneva, avrebbe mandato in quel paese Bolis, la Francia, il Ministero e gli eroi della libertà.

Arrivati alla ferrovia, le guardie ci fecero ala, nè si allontanarono, fino a che non avemmo presi i biglietti.