Il cancelliere era un bel giovinetto; aveva una fisonomia distinta ed aristocratica e mi accolse con tutta l'educazione possibile; pure sin da bel principio mi avvidi, che la mia presenza gli riusciva incresciosa più di quella di un creditore, e rimasi convinto che la camicia rossa non era di certo una delle simpatie più sentite di quell'impiegato. Difatti il nuovo governo della Repubblica Francese aveva lasciato al suo posto tutti i vecchi funzionari, i quali in quel bailamme non sapendo a qual Santo votarsi cercavano di restare in bilico, come meglio sapevano, fermi però nella idea di non compromettersi; mettetete anche un po' d'affezzione alla dinastia che aveva loro dato quel posto…. eppoi ditemi se questa trascuraggine del governo repubblicano non ha dicerto influito a che fosse sì scarso il numero degli Italiani, che mossi da un'idea generosa, hanno pugnato e gloriosamente pugnato sui campi di Francia.

—Capisco digià, perché viene.—Mi disse pel primo e facendomi segno di sedere, il cancelliere—Con mio gran rincrescimento: però, sono obbligato di dirle che non possiamo far niente per loro.

—Ma se a Firenze ci hanno inviato qui!….

—A Firenze hanno perduto certamente il cervello…. Le pare, che noi vogliamo suscitare una questione di diritto internazionale….

—Ma anche noi, le ripeto siamo stati spediti direttamente e a colpo, sicuro: di più sappiamo che l'altra sera partirono altri volontarii, mandati da loro, e si ha diritto d'andare anche noi.

—Per me si figuri le manderei subito—Aggiunse l'altro con un sorriso ed io credendo immediatamente a quest'ultimo desiderio di lui che parlava, ma non volendo darmi per vinto, esclamai: Ma è così, che l'Ambasciata Francese di Firenze mantiene le proprie promesse?

—Noi non abbiamo ricevuto ordini dall'Ambasciata…

—Ma pure l'altra sera partirono…

—Non glielo nego, ma sapesse le rimostranze della questura…

—Ebbene: su noi può fidare, noi non la comprometteremo… ci dia l'imbarco… lei vede lo scopo pel quale partiamo…